A Cena con i Bizantini

A cura di:

Ambra Agliastro e Veronica Martelli, Lanciano (CH)
Soci Academia Jussaria

“A Cena con i Bizantini” rappresenta uno degli eventi più attesi dell’estate abruzzese, un percorso culturale ed enogastronomico itinerante nel centro storico di Crecchio (CH).

A fine Luglio, come ogni anno, Crecchio fa un salto nel passato e incontra i Bizantini: una delle rievocazioni storiche abruzzesi più belle e affascinanti.

Nel corso di tre serate le vie e le piazze dell’antico borgo sono animate da suggestive rievocazioni, scene di vita quotidiana, esercitazioni militari, intrattenimenti ludici del VI-VII sec. d. C., esercitazioni di tiro con l’arco, laboratori didattici e spettacoli con rapaci, con la partecipazione di centinaia di figuranti nell’atto di compiere antichi mestieri, giullari, menestrelli, musiche, danze che ci riporteranno ai tempi in cui le navi di Bisanzio ormeggiavano nel vicino porto di Ortona e le sue truppe presidiavano queste terre.

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L’evento prevede lo svolgimento di un corteo storico che si celebra durante la manifestazione per ricordare la vittoria dei Bizantini sui Longobardi nella battaglia di Aternum, l’odierna Pescara, del 596 d.C.

I Longobardi conquistarono il Castrum di Aternum macchiandosi di barbarie e delitti, tra cui l’uccisione del Vescovo Cetteo, gettato nel fiume Aterno con un masso legato al collo. Per vendicare il vile gesto, un esercito bizantino marciò alla volta di Aternum sotto la guida del Comes Vitaliano per riconquistare il Castrum: dopo una cruenta battaglia i Bizantini piegarono le velleità dei Longobardi e riconquistarono la città, issando sulle sue mura i vessilli dell’Impero.

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La principessa egiziana Vassilissa, invitò Vitaliano e il suo esercito a svolgere nel suo Castrum di Crecchio il TRIONFO (processione religiosa a cui partecipano i cittadini di tutte le classi sociali per celebrare le vittorie ottenute in battaglia).

Nel corso delle serate vengono quindi rievocati tre importanti momenti del TRIONFO:

1. il discorso ai soldati,
2. la premiazione dei soldati più valorosi e il giuramento delle nuove reclute
3. la preghiera di ringraziamento per la vittoria conseguita.

In questa occasione è possibile visitare anche il Castello Ducale e il Museo dell’Abruzzo Bizantino e Altomedievale, avvalendosi di preparate guide turistiche.

Un viaggio nella memoria della nostra terra, dunque, ripercorso attraverso visite guidate al museo, conferenze tematiche e la riscoperta dei cibi e sapori della cucina bizantina e medievale.

Non solo la classica via enogastronomica dove tutti degustano pietanze diverse ma, un vero tuffo nel passato dove comparse, canti, danzatori e artisti di strada soddisfano le esigenze di tutte le fasce di età, in grado di riportarci nelle antiche vie di Bisanzio.

Si possono assaporare polpette al formaggio, fracchiata con base di polenta e cereali, maiale con le mele, svariate zuppe, sagne e lenticchie, e si mangerà usando cucchiai di legno, bicchieri e ciotole di coccio.

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Il Menù proposto è spesso lo stesso:

ANTIPASTI

• PATELLA TYROTARICHA ET MELIZONUM, CIRCULI ET RECOCTA (formaggio al miele, polpette al formaggio e ricottina)

PRIMI PIATTI

• LAGANAE (sagnette e lenticchie)
• SORBITIO CICERIS (zuppa di ceci)
• PULS CICERCULAE (farinata di cicerchia, la cosiddetta “fracchiata”)
• PAPARIUM (zuppa di farro con verdure)

SECONDI PIATTI

• AD PORCELLUM CUM MALIS (maiale con le mele)
• IUS CANDIDUM IN AVEM (pollo in salsa bianca di mandorle)

FRUTTA

• AD MELONEM MELLITUM (melone al miele con spezie)
• AD UVAM MELLITAM (uva al miele con menta e spezie)

DOLCI E VINI LIQUOROSI

• MUSTACEUM (dolci simili ai mostaccioli ma senza cioccolato) con uno dei vini liquorosi a scelta:
– MULSUM (vino bianco aromatizzato con spezie e miele)
– AROMATITES (vino rosso aromatizzato con spezie, miele e frutti di bosco)
– IPPOCRASSUM (vino rosso aromatizzato con spezie e miele)
– VINUM CUM MORIS (vino rosato aromatizzato con more di rovo e miele)
– ROSATUM (vino rosato, aromatizzato con petali di rose e miele)
– PETEINA (moscato bianco aromatizzato con resina di pino e miele)
– VINUM CUM ABSINTHIO (vino rosso aromatizzato con assenzio e miele).

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Il corteo Bizantino vuole quindi ricordare la presenza dei Bizantini in Abruzzo tra VI e VII sec. d.C., riproponendo con personaggi in costume originario i trionfi, ovvero i momenti associativi in cui quasi tutta la popolazione residente in una città, ordinata secondo le classi sociali e racchiusa all’interno delle sue organizzate difese, viveva se stessa come comunità unita dal medesimo destino, avvalendosi di una simbologia carica di significati religiosi e trascendentali.

Una delle rievocazioni abruzzesi più belle e affascinanti. Il lavoro che viene svolto ogni anno è curato nei minimi dettagli ed è proprio questo che rende speciale e unico Crecchio in queste tre giornate bizantine.

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STORIA

Ritrovamenti sporadici confermano che l’uomo si è depositato su queste colline fin dalla preistoria. Nel 1846, nei pressi di S. Maria in Cardetola, è stata trovata una epigrafe in corsivo del VI secolo a.C., in cui – secondo la più recente interpretazione – si stabilisce il primo riferimento a Crecchio, chiamato in epoca arcaica OK(R)IKAM. In seguito divenne una città romana, il nome fu cambiato in Ocriculum e la terra fu divisa in grandi ville.

Dopo la sanguinosa guerra greco-gotica (535 – 553 d.C.) i Bizantini riconquistano la penisola e avviano le fortificazioni, creando numerosi “Oppida” (città fortificate prive di un confine sacro). In questo periodo la città ha cambiato il suo nome in OPPIDUM OCRECCHII.

Durante la dominazione normanna, le difese della città sono state perfezionate e il nome della città sostituito nuovamente con OCRECCLE (1059 d.C.).
Nel 1406 il feudo fu dato alla comunità di Lanciano, dopo essere appartenuto agli Orsini.

Il Museo dell’Abruzzo Bizantino e Altomedievale nasce dai risultati degli scavi condotti nella grande villa romano-bizantina ubicata in località Vassarella – Casino Vezzani di Crecchio, a pochi chilometri dal centro abitato, identificata per la prima volta nel 1973 a seguito dei saggi condotti dalla Soprintendenza in occasione del rimpianto di una vigna.

Tra il 1988 e il 1991, nell’ambito di un organico programma di collaborazione tra Archeoclub d’Italia sede di Crecchio, Soprintendenza per i beni archeologici dell’Abruzzo e Comune di Crecchio, iniziava lo svuotamento della grande cisterna in calcestruzzo (venuta alla luce dai resti della villa) da cui vennero recuperati centinaia di preziosi reperti: ceramica fine da mensa, oggetti pregiati in bronzo, ceramica dipinta d’importazione dall’Egitto, monili in bronzo dorato e argento, arrivati nel vicino porto di Ortona dall’Asia Minore, dalla Siria, dalla Palestina, dall’Africa e dall’Egitto, attraverso le estese e articolate rotte commerciali lungo cui navigavano le navi bizantine.

I risultati degli scavi restituiscono una vivida immagine della villa di Vassarella come presidio e centro di sfruttamento delle risorse agricole e pastorali del territorio per l’approvvigionamento del porto di Ortona, capitale dell’Abruzzo Bizantino. Oggetti di particolare pregio quali il grande bacile in bronzo dorato, testimoniano la presenza presso la villa di personaggi di stato sociale elevato, forse quelli che erano stati, tra la seconda metà del VI sec. e i primi decenni del VII sec. gli ultimi proprietari della villa.

Da questi eccezionali rinvenimenti veniva realizzata nel 1993, nel Castello Ducale di Crecchio, la grande mostra “Dall’Egitto copto all’Abruzzo Bizantino”, divenuta nel 1995 centro espositivo permanente come Museo dell’Abruzzo Bizantino e Altomedievale.

Nella pianta di Crecchio redatta nel 1768 il castello ci appare come un austero fortilizio merlato, caratteristica che perderà nel 1789, quando il Barone Camillo De Riseis lo trasformerà in una residenza estiva divenendo luogo di svago e di villeggiatura di personaggi illustri e della nobiltà europea: Letizia Bonaparte, Gabriele D’Annunzio, il Principe Umberto II di Savoia e la consorte Maria Josè.