Le “Conversazioni di storia” sotto lo splendore della Torre dei Cavalieri di Malta, serata memorabile

Gizzera – In una location da favola, di antico splendore con la rinata e ora conservatissima Torre dei Cavalieri di Malta in bella mostra, l’Academia Jussaria inizia il proprio percorso culturale con un primo appuntamento dal titolo “Conversazioni di storia” caratterizzato da diversi argomenti di storiografia, di diversa fonte professionale motivo per cui l’Academia ne è fiera, sostenitrice di un associazionismo caratterizzato dal pluralismo di pensiero, di studio e di espressione.
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A introdurre la serata, il Presidente dell’Associazione, il Prof. Emilio Giuseppe Rosato che dopo l’iniziale saluto e ringraziamento ai convenuti si è rivolto ai giovani, rimarcando come l’Associazione vuole lavorare proprio per loro, per non cancellare la memoria storica.

A riprova di ciò, l’intervento della laureanda Francesca Alessia Mirabella, che ha relazionato sul costume tipico calabrese, in particolare quello lametino. Ma il Presidente si è soffermato anche sulla realizzazione di progetti che faranno parte del laboratorio culturale e scientifico denominato “Lab Acadjus”, caratterizzato dalla realizzazione degli “Itinerari Bizantini”, ma non solo. Successivamente sono iniziati i lavori del convegno, cinque i relatori di questo primo appuntamento.

Il relatore Tullio Masneri, dirigente scolastico di Trebisacce e Presidente dell’Associazione per la Storia e l’Archeologia della Sibaritide che ha relazionato su “Incontro/scontro tra cultura italica e greca all’inizio della colonizzazione”, rimarcando alcuni aspetti degli Enotri, abitanti la nostra Calabria, particolarmente quello della donna nell’amministrazione della famiglia così come è tipico della cultura enotrica quello di organizzare conviviali facendo riferimenti e confronti con la civiltà greca dell’epoca. Ha sottolineato il culto della divinità Sole sul piano religioso da parte degli Enotri a differenza del culto degli dei, tipico della civiltà dell’antica Grecia.
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Poi è stata la volta di Filippo Burgarella, Ordinario di Storia Bizantina all’Università della Calabria, Socio Onorario dell’Academia Jussaria che si è occupato del tema “Curarsi alle terme ai tempi di Bisanzio”. Le terme furono rivalutate molto dall’imperatore Giustiniano, e lo stesso Imperatore, affetto da gozzo traeva benefici dalla terapia idropinica, così come varie malattie della pelle, tra cui la lebbra, venivano curate alle terme. Giustiniano cristianizzò gli apparati termali istituendo il culto di San Michele Arcangelo e dei Santi Quaranta. Altro illustre frequentatore delle terme fu l’imperatore Costantino VII porfirogenito, affetto da epatite.

L’Ingegnere Michele Chirillo, libero professionista di Gizzeria, ha parlato invece degli “Affioramenti di gesso macrocristallino del Pliocene nel territorio di Gizzeria”, una ricerca geo-morfologica di conferma del dato storiografico, svolta a seguito di uno studio del professore Burgarella in occasione della inaugurazione dell’Academia Jussaria, “Gizzeria nel Medioevo”, in particolare, quando lo stesso docente UNICAL, parlò della derivazione del nome di Gizzeria dalla presenza di gesso o cave di gesso nel territorio gizzeroto, in greco Gypsia.
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Giuseppe Masi, docente di scuola primaria e Socio Ordinario dell’Academia Jussaria ha invece eseguito una ricerca su “Gizzeria e l’onomastica greca” parlando dell’origine calabro-greca dei cognomi del lametino e particolarmente di Gizzeria ; e come nei secoli sono stati modificati dalla lingua greca a quella latina, e da quest’ultima all’italiana in era moderna. Dallo studio effettuato da Masi, su un campione di 450 cognomi, la presenza di cognomi di origine albanese nell’intera area del lametino è stata pari a soli 25, tutti cognomi che poi hanno subito variazioni negli anni e, tuttora praticamente scomparsi.


Anche questo studio, ha messo in serissima discussione l’attribuzione di origine albanese al comune di Gizzeria, scaldando gli animi dei gizzeroti presenti in platea che rigettano quanto assegnato alla loro storia da vecchi politici incauti nel loro operato e da nuovi persistenti su questo fronte.

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La verità storica, a commento dell’intervento del ricercatore Masi, secondo il prof. Rosato non è assoluta ma soggetta a mutazione e dipendente dal tempo. La ricerca storica ha evidenziato che dall’epoca dell’imperatore Basilio I, fine del IX secolo, periodo in cui fu fondata l’attuale Gizzeria, Gypsia, sino al 1500, presunta fondazione o rifondazione di Gizzeria dagli Albanesi , esiste un “vuoto di memoria storica”, un oscurantismo intenzionale a discapito della cultura calabro-greca ancora palpabile soprattutto nelle tradizioni popolari di Gizzeria.

Ultimo relatore è stata Francesca Alessia Mirabella, laureanda all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha trattato il tema “La pacchiana e le sue radici greche” esponendo diverse iconografie raffiguranti il costume della pacchiana e altri abiti della tradizione inerenti la Calabria e in particolare il lametino. Mirabella, nel corso della sua esposizione, è stata accompagnata da una ragazza che ha indossato un abito tipico della tradizione di colore nero, che rappresentava un abito da sposa.

Ospite della serata, Desiré Perri, ragazza di Gizzeria che ha partecipato alla kermesse Miss Calabrisella 2013 indossando il costume con il quale ha vinto la manifestazione itinerante sugli abiti tradizionali calabresi e vincendo la finalissima di Vallefiorita proprio venerdì 23 agosto. A seguire i lavori del convegno, molte persone provenienti da altri territori della Calabria, dalla Sibaritide a Catanzaro, da Amantea al lametino, da Cosenza a Rossano come da Vibo Valentia e dal reggino.

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Dopo l’inaugurazione di febbraio, anche stavolta si registra la soddisfazione del Presidente Emilio Giuseppe Rosato, che ha rimarcato come pur essendo la prima manifestazione pubblica, pur trattando argomenti per così dire di nicchia, erano presenti un centinaio di persone a cui si rinnova l’appuntamento nei prossimi mesi.

Il Presidente ha invitato i presenti a seguire i lavori dell’Accademia Jussaria anche attraverso il sito www.acadjus.it, sempre più aggiornato e con funzione di aggregatore dei soci e dei lavori di ricerca storica da parte dell’Associazione Culturale di Studi Bizantini “Academia Jussaria”.