Messaggi Edizioni, Cassano Murge, 2012.

Abstract (italiano)

Shabbatai Donnolo, (Oria 912-913 – Rossano ca. 982), medico, astrologo, teologo, fu una delle personalità, più originali del mondo ebraico nell’Italia meridionale alto-medievale, tra i primi nell’Europa medievale a usare la lingua ebraica per la composizione delle sue opere.

Vissuto nelle dotte comunità ebraiche di Puglia e Calabria, alla luce delle conoscenze teologiche, filosofiche e scientifiche che aveva acquisito, arrivò a concepire l’uomo come un microcosmo che riassume in sé tutte le realtà dell’universo.

L’originalità del suo pensiero si trova nel commento al versetto del Genesi (1,26), in cui l’uomo, nella sua natura e nelle sue azioni, è perciò somigliante a Dio e sia all’universo materiale. Somiglia a Dio, ma in scala ridottissima, per l’immortalità del suo spirito, per la sua capacità di governare, conoscere, prevedere e provvedere; somiglia all’universo materiale per la struttura del corpo e delle sue funzioni. La teologia è per Donnolo soprattutto una ricerca delle leggi che regolano il cosmo, come riportato dalle sue ricerche nel Sefer Ḥakhmoni, Libro Sapiente, un commento al Sefer Yeṣirah, o Libro della Creazione.

E’ soprattutto nella descrizione anatomica assai dettagliata, per dimostrare che l’uomo ha motivo della sua corporeità, copiosità e funzionalità degli organi, non può essere detto immagine vera e propria di Dio, che si rivela la sua professionalità di medico. L’uomo è composto di corpo: anima razionale, sede nel cervello (ruaḥ nišmat ḥayyim) a imitazione della presenza divina (šekinah), e spirito vitale (ruaḥ ḥayyim), sede nel cuore.

Nel presente studio, viene commentata la sezione del Sefer Ḥakhmoni, un piccolo trattato di anatomia e fisiologia mistica, soprattutto i passi in cui si parla del sangue, del polmone e dei fluidi del corpo umano.

Per Donnolo il sistema circolatorio sanguifero è un circuito chiuso nel quale il sangue viene spinto dal cuore in vasi a decorso centrifugo. Il cuore risulta essere l’organo che fornisce la forza motrice, necessaria per pompare il sangue attraverso il sistema, ove le arterie (canali) e arteriole (canaletti) lo trasportano agli organi periferici (tessuti). Egli sembra aver avuto una certa preveggenza in tema di circolazione del sangue riferendo una stretta correlazione fra respirazione e funzione cardio-circolatoria, “il sangue fa capo all’aria“.

La localizzazione anatomica degli spazi vuoti polmonari, oggi comunemente detti spazi pleurici, a pressione negativa, è funzione indispensabile nella meccanica degli atti respiratori. Tale intuizione donnoliana, viene riportata da un altro grande studioso ebraico, un certo Samuele di Rossano (XI secolo), nel Sefer Rušyyianu, con commenti di carattere anatomico riferentesi al Sefer Ḥakhmoni.

La descrizione del fluido cerebrale nell’uomo-microcosmo, ovvero delle “acque superiori“, oggi detto liquido cefalo-rachidiano, è sede dell’alito dello spirito di vita, della conoscenza e dell’intelligenza, funzioni nobili cerebrali superiori.

Visione anatomica quella di Donnolo di matrice prettamente galenica, con intuizioni fisiologiche, di non poco conto per l’epoca in cui visse, e convalidate secoli dopo dagli studi anatomo-fisiologici rifioriti in epoca moderna. Egli possiede una visione unitaria del corpo umano e la correlazione tra meccanica cardiaca e polmonare ne è il risultato e l’originalità della sua sapienza medica, occupando una posizione intermedia, fra Galeno e gli anatomici del 1500, scopritori del piccolo circolo, che avrebbero enfatizzato la funzione polmonare.

Con questa sapienza dai diversi volti – mistica, rivolta al soprannaturale, magica, indirizzata al naturale, medica finalizzata all’uomo – Donnolo fu veramente un “piccolo capo”, figura di spicco dell’ebraismo medico in Italia, ove scienza e razionalismo non emarginano la teologia, anzi sono i veri strumenti per fondarla, e non tanto come scienza a sé quanto come conoscenza del reale.

emilio-giuseppe-rosato-l-uomo-microcosmo-e-la-circolazione-dei-fluidi-in-shabbetai-donnolo-oria-rossano-secolo-X

Abstract (english)

Shabbatai Donnolo, (Oria 912-913 – Rossano 982) was a physician, a theologian and an astrologer. He was one of the most prominent figures of the Jewish world in the Middle Ages of Southern Italy and was one of the first scholars to write his own books in Hebrew. He lived in the highly educated Jewish communities of Puglia and Calabria and thanks to his knowledge of theology, philosophy and science he conceived the idea that man is a microcosm, which sums up in itself every reality of the Universe.

The originality of his thought lays in the comment on the verse of Genesis (1:26), where man resembles in his own nature and actions, both God and the material universe. On one hand, man, on a very small-scale, resembles God in the immortality of his own spirit, his capacity to govern, to know, to foresee and to supply. While on the other hand, he resembles the material universe in his body structure and its functions. According to Donnolo, theology is, above all, the research of the laws that regulate the cosmos as it is written in the Sefer Ḥakhmoni, the “Wise Book”, a commentary on Sefer Yeṣirah, “The Book of Creation”.

His medical expertise is revealed by the very detailed anatomical description of the human body in order to show that man gains reason from his corporeity, the amount and functionality of his organs and consequently he cannot be said to resemble the true image of God. Man is composed of a body (golem), a rational soul, located in the brain, (ruaḥ nišmat ḥayyim) as a mirroring of the Divine Presence (šekinah), and a vital spirit (ruaḥ ḥayyim), located in the heart.

This paper comments of the Sefer Ḥakhmoni‘s section- which is a short treatise on anatomy and physiological mystique- but above all, the passages about blood, lung and the fluids of human body.
According to Donnolo, the circulatory system is a closed circuit in which blood is pushed out from the heart and into the blood vessels by a centrifugal force. The heart is the motive power of blood, necessary to pump blood into the system, where the arteries (channels) and arterioles (smaller channels) carry the blood to all the peripheral organs (tissues of the body). He seems to have foreseen something important about the circulatory system, considering the close relationship between the respiration and the cardiovascular functions “the blood is related to air”.

The anatomic localization of the pulmonary cavities, currently known as pleural spaces, which have a negative pressure, and is an essential function in the mechanics of the respiratory actions.
Donnolo’s intuition was also quoted by another great Jewish scholar, Samuel from Rossano (11th century), in the Sefer Rušyyianu, with comments of anatomic nature related to the Sefer Ḥakmoni.

The description of the cerebral fluid in the man-microcosmos, that is of the “upper waters”, currently known as cerebrospinal fluid, is the place where the spirit of life, knowledge and intelligence, and upper-level brain functions are located.

Donnolo’s point of view was anatomic and its matrix was purely galenic. He had important intuitions, considering the age he lived in, which were validated centuries later by the anatomo-physiological studies that flourished again in the modern age. He has a unitary vision of the human body and the result of that is the correlation between cardiac mechanics, the pulmonary one and the originality of his medical wisdom. He takes an intermediate position between Galen and the 16th century’s anatomics, who found out the pneumonic circulus and would have emphasized the importance of pulmonary function.

Donnolo was really a “little leader” because of his prismatic wisdom – mystical addressed to the supernatural, magical addressed to the natural, medical aimed to the man. He was a leading figure in medicine in Judaic Italy, where science and rationalism did not exclude theology, but on the contrary they were considered the actual tools to find it, not so much as science but rather the knowledge of the reality.