Sapere e denaro: da Shabbatai Donnolo a Federico II, di Benedetto Ligorio

Nel circuito delle mura medievali di Oria, si apre una porta detta dei Giudei: dà accesso a un quartiere medievale tortuoso, di piccole case, botteghe con uscio e banco per esporre la merce in un unico modulo strutturale, balconcini nascosti: nel vecchio quartiere il tempo sembra essersi fermato. In effetti però questo quartiere non si differenzia in maniera notevole dal resto del centro storico.

Una testimonianza tangibile di secolare integrazione fra le varie componenti del suo tessuto sociale? Il lavoro di Benedetto Ligorio che qui si presenta può fornire una qualche risposta a questo interrogativo. Si tratta di un lavoro molto accurato, che si è proposto di fornire una panoramica della presenza ebraica nelle varie città della Puglia dal IX secolo sino ai tempi dell’imperatore Federico II. A tal fine è stata condotta un’indagine “a tappeto”, sulle fonti e sulla bibliografia, relativa ai diversi insediamenti fin dalle loro prime testimonianze.

L’autore in questa sede non ha l’ambizione di esporre teorie innovative, piuttosto intende fornire un valido strumento di lavoro a chi si accinga ad indagare sui diversi aspetti delle comunità ebraiche pugliesi. La descrizione delle diverse comunità si ottiene seguendo le orme del mercante Beniamino da Tudela che, nella metà del secolo XII (1159-1167) compì un viaggio verso la Palestina, compilando un diario ricco di notizie e osservazioni sulle città che attraversava. Egli, partito da Salerno, passa per Melfi, Ascoli, Troia, Siponto, Sansevero, Altamura, Trani; svolge affari a Molfetta, Taranto, Brindisi, Otranto.
sapere e denaro - benedetto ligorio
Nell’itinerario tra Taranto e Brindisi, lungo la via Appia, non è ricordato un soggiorno ad Oria; ma l’autore si sofferma ampiamente e in modo particolare su questa antica comunità e la sua cultura nel IX e X secolo. Le origini della comunità oritana si possono far risalire ad esuli della distruzione del Tempio di Gerusalemme del 70 d.C.

Illustrando la genealogia delle diverse stirpi di eruditi, il Ligorio mostra come Oria divenne centro d’irradiamento culturale oltre che per la Puglia, per la Spagna, la Sicilia, la Tunisia, fino alla decadenza con l’avanzata musulmana del IX secolo: Brindisi fu conquistata nell’838, Taranto nell’840, Bari nell’847, nell’862 i Musulmani danno un primo assalto a Oria e Benevento, Oria fu infine conquistata nel 925. Particolare interesse suscita nell’Autore la figura dell’erudito oritano Shabbatai Donnolo, di cui illustra la vita, discute le opere, mette in luce i rapporti con Nilo da Rossano e rende chiaro come avesse attinto alla cultura bizantina senza mediazione islamica.

Il lavoro si conclude con una particolareggiata panoramica sui rapporti fra potere centrale e presenze ebraiche nell’Italia meridionale dall’epoca del regno longobardo a Federico II. Nella dinamica del lavoro è molto interessante questo excursus, in quanto mostra chiaramente come sia cambiato l’approccio con la presenza ebraica e soprattutto come si sia modificata la memoria di questa presenza: non si privilegiano più fonti diaristiche, filosofiche e talmudiche, bensì fonti istituzionali, documentarie e notarili.

Quindi non si ha più soltanto la visione di una comunità chiusa in se stessa, che rielabora la propria cultura rendendola il principale elemento caratterizzante in una società che non interloquisce con questa presenza se non in modo marginale e minoritario, ma, con l’identificarsi di strutture politiche ed istituzionali, si acquisisce la visione di comunità che interloquiscono fra loro su un piano concreto e paritario che investe tutta una serie di rapporti che si riflettono sulla vita quotidiana. Questo è un ulteriore pregio del lavoro del Ligorio: con l’illustrarci le caratteristiche di diverse comunità ebraiche, illustra nel contempo l’evoluzione delle società con cui queste si trovano ad interagire. Un approccio con questo lavoro, dunque, può essere fondamentale per intraprendere studi su comunità ebraiche dell’Italia meridionale.

Roma, marzo 2010
Simonetta Bernardi